Vai al contenuto

Apolide

Membro
  • Numero contenuti

    1.973
  • Iscritto

  • Ultima visita

  • Days Won

    25

Apolide last won the day on Ottobre 11

Apolide had the most liked content!

Su Apolide

  • Rank
    Utente sontuoso

Visite recenti

4.381 visite nel profilo
  1. Be', no. Quella è falsità, più che altro. La vera ipocrisia è quando si sovverte la propria scala di valori per interesse personale, o per l'interesse di persone a noi vicine, enti e roba simile. Lo scarto tra le due definizioni è minimo, ma importantissimo per riconoscere gli ipocriti, che a mio avviso sono più pericolosi dei falsi. Una persona falsa la riconosci subito, e sai come difenderti. Un ipocrita invece sembra aver ragione su tante cose, e ti frega. La falsità è sicuramente un attributo dell'ipocrisia, ma non la definisce.
  2. Ieri ho chiesto lumi sulla differenza tra rap e trap a una persona. La sintesi, e giudizi annessi non miei, è questa: In primis, differenza temporale: la trap nasce negli anni 90, l'hip hop (movimento) negli anni 70. Hip hop e rap sono spesso confusi, il primo è un movimento, il secondo ne fa parte, così come la trap. La trap, da trapping (spacciare droga), è più incline a denunciare criminalità, disagio, minchiate varie che possano accadere a un ragazzino adolescente. La trap usa tecnica dell'autotune perché di fatto nessuno di 'sti pivelli sa cantare, quindi si sistemano la voce fingendo di volerla robotizzare. Apro una parentesi, in Italia spacciano come trap sferaebbasta, dark polo gang e co, ma non c'entra un cazzo. Usano solo la "tecnica" melodica, i contenuti sono materiale porno di bassa lega per bambine autistiche.
  3. Io mi ricordo di soprannomi come: perla nera; venere nera; King Kong; pantera nera; il gigante dai piedi di argilla. E nessuno di questi aveva intenti razzisti sebbene si riducesse il soggetto a una sua caratteristica fisica, o a un attributo della sua personalità. E non mi pare che si sia lamentato nessuno. Adesso invece ci si spaventa (per finta o per davvero) per ogni colpo a salve. Anche per le scorregge.
  4. Apolide

    Viviamo già in una simulazione?

    O che i simulati siano dei gran... aspe', come si dice, ce l'ho sulla punta della lingua, ecco... geni. Questa è la parola. Giuro.
  5. Apolide

    Viviamo già in una simulazione?

    E non solo. Cattelan ne ha messa un'altra, e il direttore ha detto "che l'integrità dell'opera non è stata compromessa". Erano tutti seri.
  6. In realtà sono infinitamente più razzisti di noi. Non di rado ho visto africani della stessa nazione, ma di tribù diverse non voler lavorare sulla stessa fila nel raccogliere i pomodori, e prendersi anche a coltellate. O durante la festa patronale litigare perché avevano le bancarelle una di fianco all'altro.
  7. Non sapevo se postarla qui o in viviamo in una simulazione: https://www.unionesarda.it/articolo/news/italia/2019/12/05/malmena-un-maliano-e-gli-urla-negro-nigeriano-denunciato-per-offe-137-961203.html
  8. Comunque, per chiarire il mio pensiero, riporto un esempio concreto. Gli Squallor erano volgari. Ma dietro la maschera della volgarità, c'era cultura, anche poesia. Se per poesia si intende il significato etimologico della parola, "fare". Non mettevano parolacce a caso insieme per dare l'idea di essere irriverenti, come fanno ora. Peccato solo per chi non capisca il napoletano, che non coglie bene.
  9. Come antani con scappellamento a destra.
  10. Questo certamente. Ma è una conseguenza, non la causa scaturente. I giovani ascoltano e apprezzano queste cacate perché non sanno riconoscerle come cacate, non sanno cosa sia qualcosa di valido, e nessuno gli ha insegnato a vederne le differenze. Senza contare che a molti conviene anche, questo sistema, perché più redditizio: inventi un fenomeno, gli fai dire cose che possono essere scritte in cinque minuti mentre ci caca, e si guadagnano milioni contando su un pubblico che non ha capacità critica.
  11. E perché sarebbero migliori? Perché si schierano contro? Al massimo, e dico al massimo, possono aver fatto una cosa giusta. Ma l'essere migliori non è definito da questo. Per me il titolo era semplicemente stupido. Stupido non è sinonimo di razzista. Il razzismo è una cosa ben precisa, così come il fascismo. Oggigiorno è diventato invece un'etichetta che racchiude qualsiasi cosa. Il che è stupido. Perché non aiuta a combattere il vero razzismo, ma si limita solo a imbiancare sepolcri. Ad alcuni piace vivere in un mondo nascosto da una maschera. A me no. Ma ognuno è libero di morire della morte che vuole.
  12. Ma un conto è essere cafoni (e su questo sono d'accordo) un altro è essere razzisti (l'inferenza è forzata). Un altro ancora è essere giustizialisti.
  13. Perché dicono le parolacce. E le parolacce, come la cacca, piacciono ai bambini e agli sciocchi. Non lo dico io, ma Rabelais più di 400 anni fa. E precedentemente anche Teofilo Folengo nel Baldus. E tanti altri ancora prima. Solo che per i primi era un modo per fare satira, e attaccare il potere o l'umano, per questi ragazzetti è solo una moda da copiare, imitare, copiare, e non avere altro scopo se non quello di interpretare uno stereotipo. Tutta colpa della cultura che latita.
  14. Poi eh, in verità il titolo lo trovo veramente ridicolo e stupido.
  15. Perché se dici a un altro che è razzista, tu appari sicuramente buono. O almeno è questa la motivazione che sta nella testa degli ipocriti sempre con l'indice ieraticamente puntato. Il definirsi in base a cosa si è contro e non in base a cosa si fa: è questo il problema sia del politicamente corretto, che delle nuove politiche, che del 90% delle opinioni espresse, soprattutto in internet.
×
×
  • Crea Nuovo...