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First world problems


Mist
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Il 29/5/2021 at 06:34, Anomander Rake dice:

 

Guarda da quando Bezos, Zuckerberg e Pichai hanno deciso di investire direttamente sulle fibre ottiche che trasportano i dati/contenuti delle loro società in giro per il mondo il mercato è letteralmente esploso.

Stiamo facendo gare ovunque, solo qui in Asia sto lavorando su una decina di nuovi cavi, alcuni che attraversano il Pacifico, altri verso l'Europa. Una manna 😊

This is my playground:

https://www.submarinecablemap.com/

 

@pachu Ma siamo in contatto su LinkedIn?

Un paio di mesi fa avevo postato un annuncio, cercavo un Principal System Engineer zona EMEA (Italia inclusa)

 

 

i cavi sotto i mari sono una figata, ho visto un video una volta di uno squalo che se ne morsicava uno xD 

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13 ore fa, The Duke dice:

 

Dipende dalle ambizioni che uno ha.

Se si ha intenzione di arrivare in posizioni di rilievo in aziende di rilievo, un passaggio in una big4 della consulenza è quasi d'obbligo. Non tanto perchè impari di più o sei più bravo o intellingente, ma per due motivi:

i) chi ha lavorato in una big4 tenderà ad assumere gente che ha lavorato nella stessa azienda (effetto "lobby")

ii) i manager sanno che sono delle "palestre" dove ci si rompe il culo.. che è la cosa di cui vi lamentate voi. Sapere che uno ha fatto analista-associato in big4 a Milano equivale a sapere che è uno che è stato disposto a fare mezzanotte in ufficio per anni.

Lo stesso discorso vale anche se uno entra direttamente nelle grandi aziende.. (ed Vodafone.. piu di recente FCA, Ferrero).. ci si fa il culo e si lavora fino alle 20/21 se si vuole arrivare in alto.

Soprattuto negli headquarter e nelle città grandi

 

Non c'è niente di male a NON VOLER arrivare ad avere posizioni buone in aziende grandi. Però se uno vuole quello, deve passare dalla "gavetta"

Gli stessi identici discorsi valgono nel mondo della finanza, anzi forse ancora peggio, dove molti giovani fanno le 3 di notte, a volte fanno l'AllNighter, lavorano sabati e domeniche..

Poi, prima del 2008, questo in qualche modo garantiva che verso i 30-35 anni avresti fatto un lavoro a 5 zeri+bonus in qualche fondo. Ora non più, ma a livello di ore lavoro è cambiato cmq poco per gli analisti.

 

Per le aziende "medie" la cosa cambia.. è chiaro che però i manager tenderanno a considerare "meglio" chi ha lavorato nelle aziende "grandi" (o nelle big4 di consulenza).

 

Nelle piccole e/o periferiche la cosa ha meno importanza.

 

 

 

 

esattamente

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17 ore fa, The Duke dice:

 

Dipende dalle ambizioni che uno ha.

Se si ha intenzione di arrivare in posizioni di rilievo in aziende di rilievo, un passaggio in una big4 della consulenza è quasi d'obbligo. Non tanto perchè impari di più o sei più bravo o intellingente, ma per due motivi:

i) chi ha lavorato in una big4 tenderà ad assumere gente che ha lavorato nella stessa azienda (effetto "lobby")

ii) i manager sanno che sono delle "palestre" dove ci si rompe il culo.. che è la cosa di cui vi lamentate voi. Sapere che uno ha fatto analista-associato in big4 a Milano equivale a sapere che è uno che è stato disposto a fare mezzanotte in ufficio per anni.

Lo stesso discorso vale anche se uno entra direttamente nelle grandi aziende.. (ed Vodafone.. piu di recente FCA, Ferrero).. ci si fa il culo e si lavora fino alle 20/21 se si vuole arrivare in alto.

Soprattuto negli headquarter e nelle città grandi

 

Non c'è niente di male a NON VOLER arrivare ad avere posizioni buone in aziende grandi. Però se uno vuole quello, deve passare dalla "gavetta"

Gli stessi identici discorsi valgono nel mondo della finanza, anzi forse ancora peggio, dove molti giovani fanno le 3 di notte, a volte fanno l'AllNighter, lavorano sabati e domeniche..

Poi, prima del 2008, questo in qualche modo garantiva che verso i 30-35 anni avresti fatto un lavoro a 5 zeri+bonus in qualche fondo. Ora non più, ma a livello di ore lavoro è cambiato cmq poco per gli analisti.

 

Per le aziende "medie" la cosa cambia.. è chiaro che però i manager tenderanno a considerare "meglio" chi ha lavorato nelle aziende "grandi" (o nelle big4 di consulenza).

 

Nelle piccole e/o periferiche la cosa ha meno importanza.

 

 

 

Si ma vivi per lavorare. Non hai più una vita nulla .. peccato che poi dopo vent anni che ricoprirai un ruolo discretamente importante sarai vecchio per poter vivere e tutta la gloria e i soldi della fatica li lasci ai nipoti 

Modificato da Zero
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17 ore fa, The Duke dice:

 

Dipende dalle ambizioni che uno ha.

Se si ha intenzione di arrivare in posizioni di rilievo in aziende di rilievo, un passaggio in una big4 della consulenza è quasi d'obbligo. Non tanto perchè impari di più o sei più bravo o intellingente, ma per due motivi:

i) chi ha lavorato in una big4 tenderà ad assumere gente che ha lavorato nella stessa azienda (effetto "lobby")

ii) i manager sanno che sono delle "palestre" dove ci si rompe il culo.. che è la cosa di cui vi lamentate voi. Sapere che uno ha fatto analista-associato in big4 a Milano equivale a sapere che è uno che è stato disposto a fare mezzanotte in ufficio per anni.

Lo stesso discorso vale anche se uno entra direttamente nelle grandi aziende.. (ed Vodafone.. piu di recente FCA, Ferrero).. ci si fa il culo e si lavora fino alle 20/21 se si vuole arrivare in alto.

Soprattuto negli headquarter e nelle città grandi

 

Non c'è niente di male a NON VOLER arrivare ad avere posizioni buone in aziende grandi. Però se uno vuole quello, deve passare dalla "gavetta"

Gli stessi identici discorsi valgono nel mondo della finanza, anzi forse ancora peggio, dove molti giovani fanno le 3 di notte, a volte fanno l'AllNighter, lavorano sabati e domeniche..

Poi, prima del 2008, questo in qualche modo garantiva che verso i 30-35 anni avresti fatto un lavoro a 5 zeri+bonus in qualche fondo. Ora non più, ma a livello di ore lavoro è cambiato cmq poco per gli analisti.

 

Per le aziende "medie" la cosa cambia.. è chiaro che però i manager tenderanno a considerare "meglio" chi ha lavorato nelle aziende "grandi" (o nelle big4 di consulenza).

 

Nelle piccole e/o periferiche la cosa ha meno importanza.

 

 

 

Ma poi nom possono mica stare tutti ai vertici .. di quei 100 che fanno gli schiavi solo uno magari farà carriera in azienda .. e tutti gli altri ? Quanto tempo hanno investito per ottenere assolutamente nulla? 

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18 minuti fa, Zero dice:

Ma poi nom possono mica stare tutti ai vertici .. di quei 100 che fanno gli schiavi solo uno magari farà carriera in azienda .. e tutti gli altri ?

Concordo. 

Se fosse una cosa che riguarda solo quella frazione che ambisce a super-stipendi non se ne parlebbe nemmeno.

 

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Il 30/5/2021 at 02:27, Zero dice:

Dieci anni sono tanti se consideri lo stipendio perso cioè prova a considerare la tua paga oraria moltiplicata per le ore fatte in più per i mesi per gli anni. Quanti soldi sarebbero stati ? Quanto tempo monetarizzato hai regalato all azienda? E quanto tempo hai tolto a te stesso? Alla tua famiglia? Alla tua età? Tolto il fatto che  il lavoro che facevi  in più non retribuito probabilmente ha tolto il lavoro ad un’ altra persona che magari l azienda avrebbe dovuto assumere per sopperire il carico di lavoro. Ancora se mentre tornavi a casa dopo aver fatto ore di straordinario non retribuiti  ti succedeva qualcosa non avresti avuto nessun assicurazione lavorativa che copriva il tragitto per tornare a casa da lavoro in quanto tu a lavoro non dovevi proprio esserci.l a quell’ora. Ancora se facevi mille straordinari non riconosciuti e poi un giorno arrivavi 4 ore tardi a lavoro te lo scalavano dai permessi? Perché non è un dare e avere? Invece tu dici che ci sono giorni che a lavoro non fai nulla ma il fatto stesso che tu ti rechi a lavoro e spenda tot. Di Ore al giorno per il lavoro non è non fare nulla ma è comunque vendere il proprio tempo (magari sei poco produttivo) ma comunque il tuo tempo lo stai vendendo all azienda. Ma poi metti caso che nei primi 10 anni non avevi fatto lo schiavo tu pensi che avrebbero licenziato proprio te con tutti questi anni di esperienza? E pensi che con tutta l esperienza che hai non saresti riuscito a trovar lavoro in un’altra azienda nell arco di due anni (tempo comunque remunerato dalla disoccupazione) dal licenziamento?  Ma poi 10 anni fa perché facevi lo schiavo? In vista di un eventuale pandemia? Non è un attacco a te eh. Voglio capire perché la gente si schiavizza.

 

il discorso è un po' complesso, per fartela breve io mi sono diplomato a luglio del 1994 e ho iniziato a lavorare nel settembre dello stesso anno, i primi anni totalmente gratis e nel periodo delle dichiarazioni dei redditi ho fatto anche le tre di notte pur di finire entro la scadenza, poi dal 1998 assunto part-time ma ho sempre lavorato full-time e oltre... Poi nel 2005 mi sono trasferito a Roma e lì c'è stato il salto di qualità, con un buon stipendio contratto a tempo indeterminato e tutti i privilegi correlati, però mi sono subito reso conto che i miei colleghi in confronto a me erano meno "intuitivi", non sapevano fare nulla se non al computer e su alcuni argomenti non riuscivano a capire i meccanismi logici per arrivare a una soluzione. Ovviamente ho sfruttato le mie capacità e la mia esperienza per chiedere vari adeguamenti di stipendio che in effetti mi sono stati concessi a discapito di altri arrivati prima di me ma rimasti con stipendio base, alcuni come scrivevo sono stati anche licenziati.

Sul togliere spazio al proprio tempo libero per dedicarlo al lavoro non ti so dire, a vent'anni neanche ci pensavo avevo sete di imparare e mettere in pratica la mia esperienza, il lavoro non mi pesava, a trenta ho deciso di cambiare e i primi anni che stavo qui ero perennemente in giro rientravo la mattina per farmi una doccia e andare in ufficio, lavoravo tanto ma mi divertivo altrettanto. Adesso ho abbassato di molto i ritmi su tutto e mi va bene così

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per me ad esempio un FWP sono i nuovi laureati che si immettono nel mondo del lavoro pensando di fare tutto senza saper fare niente... da due anni abbiamo in ufficio una nuova professionista che dovrebbe occuparsi anche di contabilità oltre che di consulenza, ma ancora non riesce a camminare sulle sue gambe.

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C'è anche da dire che molte aziende, che non hanno bisogno solo di dirigenti a 5 zeri, danno il giusto valore al tempo (con orari flessibili, smartworking, niente straordinari di fatto obbligati).

Tipicamente accade con più probabilità al crescere di dimensioni, internazionalizzazione, managerializzazione.

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Il 30/5/2021 at 12:57, Zero dice:

Spoiler lavoro per un sindacato (nel settore fiscale) e sono i primi a fare sta roba 

Da questo punto di vista i partiti, la chiesa e  i sindacati fanno la gara a chi è il peggior datore di lavoro. 

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7 ore fa, Juris dice:

 

il discorso è un po' complesso, per fartela breve io mi sono diplomato a luglio del 1994 e ho iniziato a lavorare nel settembre dello stesso anno, i primi anni totalmente gratis e nel periodo delle dichiarazioni dei redditi ho fatto anche le tre di notte pur di finire entro la scadenza, poi dal 1998 assunto part-time ma ho sempre lavorato full-time e oltre... Poi nel 2005 mi sono trasferito a Roma e lì c'è stato il salto di qualità, con un buon stipendio contratto a tempo indeterminato e tutti i privilegi correlati, però mi sono subito reso conto che i miei colleghi in confronto a me erano meno "intuitivi", non sapevano fare nulla se non al computer e su alcuni argomenti non riuscivano a capire i meccanismi logici per arrivare a una soluzione. Ovviamente ho sfruttato le mie capacità e la mia esperienza per chiedere vari adeguamenti di stipendio che in effetti mi sono stati concessi a discapito di altri arrivati prima di me ma rimasti con stipendio base, alcuni come scrivevo sono stati anche licenziati.

Sul togliere spazio al proprio tempo libero per dedicarlo al lavoro non ti so dire, a vent'anni neanche ci pensavo avevo sete di imparare e mettere in pratica la mia esperienza, il lavoro non mi pesava, a trenta ho deciso di cambiare e i primi anni che stavo qui ero perennemente in giro rientravo la mattina per farmi una doccia e andare in ufficio, lavoravo tanto ma mi divertivo altrettanto. Adesso ho abbassato di molto i ritmi su tutto e mi va bene così

Ma sei ancora nel settore fiscale? Tipo i primi anni che ho lavorato in cisl mi sfruttavano tanto lavoravo almeno 2 ore se non più al giorno (straordinario non retribuito)  a ritmi frenetici più un pomeriggio in più gratis a settimana. Lo facevo con gusto pensando che poi chissà come puoi crescere all’ interno dell azienda . Poi era la prima esperienza post laurea e quei soldi mi sembravano pure giusti… con il tempo ho capito che ti sfruttano solo e spesso sono settori statici, con vertici fermi e lo stipendio è il minimo sindacale giusto per non essere fuorilegge. Ora restano i ritmi sostenuti (pur se spesso rindondanti) per come è gestita L azienda attuale ma si possono dimenticare anche una sola ora di schiavitu non retribuita da parte mia.

Modificato da Zero
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2 ore fa, Zero dice:

Ma sei ancora nel settore fiscale? Tipo i primi anni che ho lavorato in cisl mi sfruttavano tanto lavoravo almeno 2 ore se non più al giorno (straordinario non retribuito)  a ritmi frenetici più un pomeriggio in più gratis a settimana. Lo facevo con gusto pensando che poi chissà come puoi crescere all’ interno dell azienda . Poi era la prima esperienza post laurea e quei soldi mi sembravano pure giusti… con il tempo ho capito che ti sfruttano solo e spesso sono settori statici, con vertici fermi e lo stipendio è il minimo sindacale giusto per non essere fuorilegge. Ora restano i ritmi sostenuti (pur se spesso rindondanti) per come è gestita L azienda attuale ma si possono dimenticare anche una sola ora di schiavitu non retribuita da parte mia.


Si lavoro ancora come contabile ma non posso lamentarmi dello studio, la retribuzione è buona e pagano gli straordinari senza problemi anche se dovessero essere di 5 minuti, oltretutto se arrivo in ritardo posso recuperare nell’arco del mese, certo non posso approfittarne ma sono comprensibili su questo, non ho neanche problemi a chiedere ferie o permessi, non abbiamo buoni pasto o simili ma abbiamo un’assicurazione sanitaria che per un ipocondriaco come me vale tanto! Professionalmente è un ambiente interessante perché curiamo diverse tipologie di aziende anche di profilo internazionale e molto probabilmente nel prossimo anno lavorativo (settembre) dovrò andare in alcune di queste per effettuare dei controlli contabili, questo però non mi entusiasma perché significa uscire dalla mia confort zone 

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Il 31/5/2021 at 19:40, Zero dice:

Si ma vivi per lavorare. Non hai più una vita nulla .. peccato che poi dopo vent anni che ricoprirai un ruolo discretamente importante sarai vecchio per poter vivere e tutta la gloria e i soldi della fatica li lasci ai nipoti 

 

E guardatevi il film ❤

Modificato da Anomander Rake
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57 minuti fa, Zero dice:

Che film è? Dice anteprima non disponibile 

 

Era un link ad una canzone di Bo Burnham nel suo ultimo special Inside, si chiama Unpaid Intern (solo 35 secondi ma era in tema con il topic), il film per me è stupendo ma Bo è abbastanza particolare...

Tra l'altro su Netflix trovi anche due standup precedenti, sempre spettacolari.

 

 

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  • 1 mese dopo...

Fwp è Il MEF ma chi lavora? Topolino? … in soli 6 mesi che ho lavorato nella PA sono riusciti a commettere 4 grossi errori a livello contabile e dopo due anni ancora continuo a scoprire roba fatta male e devo sbattermi per chiamarli e fargli sistemare la situazione … boh cose imbarazzanti davvero 

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Il 22/7/2021 at 14:44, Zero dice:

Fwp è Il MEF ma chi lavora? Topolino? … in soli 6 mesi che ho lavorato nella PA sono riusciti a commettere 4 grossi errori a livello contabile e dopo due anni ancora continuo a scoprire roba fatta male e devo sbattermi per chiamarli e fargli sistemare la situazione … boh cose imbarazzanti davvero 

Ovviamente il MeF da la colpa all inps, L inps da la colpa al Mef e non si capisce chi deve risolvere la cosa ed io sono in mezzo tra i due enti che litigano. 

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