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Baricco vs Critica


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Baricco li attacca e il critico risponde

per me è stato ganzo l'intervento dello scrittore più della risposta, però se si fosse informato un po' di più avrebbe evitato la figura di merda di non aver letto la recensione di ferroni.

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I critici hanno torto sempre e comunque, sono i più inutili di tutte le cose inutili che esitono, una bella zappetta in mano e lavorare per davvero.

Ho letto la replica di Ferroni fa cagare, mi fa venire in mente gl'intelletuali che lottano per il predominio descritti proprio da Baricco in City. Uomini (maschi) che non avendo gli attributi del genere, le armi della mascolinità, affinano l'arma della dialettica e la usano come una clava per conquistarsi una femmina a cui non arrivebbero mai se potessero contare solo sulla natura. Sterile, non aggiunge nulla è solo difesa di idee preconcette, territorial pissing.

Baricco sarà quello che sarà ma emoziona e fa pensare e questo, solo questa piccolacosa è molto più di tutta la critica scritta dall'origine dell'uomo.

Modificato da Lord Jim
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I critici hanno torto sempre e comunque sono i più inutili di tutte le cose inutili che esitono
Stai criticando un critico, stai facendo critica: sei inutile?

Io credo di aver scritto pagine di critica molto più belle di qualunque cosa abbia mai scritto Baricco in vita sua. Davvero.

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Io credo di aver scritto pagine di critica molto più belle di qualunque cosa abbia mai scritto Baricco in vita sua. Davvero.

Esempio perfetto, il post di Tore, di come la dialettica nasconda sempre e comunque il vuoto e cerchi di mascherare l'ipocrisia.

Io critico la funzione della critica e non l'estetica della critica, ma questo tu lo sai e faresti molto meglio ad ammetterlo invece di trasformarti, nel prossimo post, in uno di quegl'intellettuali patetici di cui sopra, che usano il "testosterone" della dialettica. Nessuno ed io per primo esclude che le tue pagine di critica possano essere bellissime, più belle di tutti gli scritti di Baricco e anche di Shakespeare ma saranno comunque inutili nella loro funzione di critica, aggiungo anche che potrbbero essere molto "utili" se sono in grado di emozionare ma lo saranno in quanto cose ben scritte e/o toccanti evocative ecc. ma non in quanto critica.

E' chi pretende di criticare l'arte che è inutile, io non mi permetterei mai di criticare l'arte, al limite posso esplicitare i miei gusti.

PS: che poi è anche il tuo punto di vista, solo che tu sei polemico come non pochi ^_^

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Io critico la funzione della critica e non l'estetica della critica

Ripeto. In questo momento stai facendo critica: sei inutile?

Più in generale dobbiamo vedere a cosa serve la critica e a chi serve. Hai qualche risposta?

Io ad esempio ho poco interesse e poco tempo a vedere la tv, e se ci fosse un critico che mi guidasse verso un paio di programmi che vicini ai miei gusti, non potrei che essergli grato. E sarebbe utilissimo.

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Molti anni fa qualcuno ha detto che un critico e' come un eunuco in un harem.

Se l'eunuco e' abbastanza sveglio puo' comunque fornire degli spunti utili, dato che i libri pubblicati sono milioni.

Nello specifico, ha ragione Baricco, sperando che non venga fuori che anche Citati l'ha recensito.

Ferroni sbaglia a citare dei passi dei suoi libri che recensioni del romanzo di Baricco non sono.

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Tore ti rispondo perchè ho il dubbio (molto lieve^_^) che mi sia espresso male e non si sia capito il mio pensiero.

A me sembra ovvio che parlando di critica, visto che si trattava di libri e scrittori, facessi riferimento alla critica letteraria, al massimo per estensione alla critica dell'arte.

Io non sto criticando un'opera d'arte. Sarebbe come dire che non posso criticare un lavoro mal fatto o inutile.

Se la critica si limita ad illustrare un'opera d'arte (tanto anche facendo ciò si esprimono giudizi che sono più che legittimi) ha il suo motivo d'essere, è quando la critica pretende di trovare una chiave di lettura (spesso "la chiave di lettura") universale ed assoluta che diventa inutile. A te, rimanendo nel tuo esempio, per orientarti tra i programmi TV fa più comodo una guida ben fatta di un trattato "critico" sulla televisione.

Modificato da Lord Jim
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Molti anni fa qualcuno ha detto che un critico e' come un eunuco in un harem.

Ma che vuol dire?

Ma quale eunuco? Il critico al massimo è Rocco Siffredi in un mondo di segaioli. E' un individuo che spende gran parte del suo tempo per la sua passione e ha le capacità per comunicare agli altri le proprie impressioni.

Un mondo senza critica, onestamente, sarebbe un mondo molto più povero (e mi bastano quelle due o tre mail al mese che mi mandano i lettori del mio blog per confermare quanto sto dicendo).

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quando pretende di trovare una chiave di lettura (spesso "la chiave di lettura") che sia universale ed assoluta che diventa inutile.

Fermo restando che la chiave di lettura universale non ha senso di esistere, in ogni modo nessuno è inutile: male che vada servirà da cattivo esempio.

(io poi non capisco: ogni critico esprime la propria visione delle cose, se non si è d'accordo mica è colpa del critico?)

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Il problema sorge quando il critico comincia a sentirsi migliore dell'artista, vedi qua:

Io credo di aver scritto pagine di critica molto più belle di qualunque cosa abbia mai scritto Baricco in vita sua. Davvero.
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Ma che vuol dire?

vuole dire che puo' osservare, esaminare, giudicare tutto quanto, ma da parte sua non puo' fare nulla.

E' un individuo che spende gran parte del suo tempo per la sua passione e ha le capacità per comunicare agli altri le proprie impressioni.

La seconda parte e' vera solo per il bravo critico, non per tutti.

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Il problema sorge quando il critico comincia a sentirsi migliore dell'artista, vedi qua:

Problema? Che problema?

(Baricco - da quello che sento in giro - è un grande sbruffone che crede di essere chissà chi perchè i suoi libri vendono tanto. E' un problema, questo, o è troppo inconcepibile che qualcuno abbia una grossa stima della propria opera?)

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vuole dire che puo' osservare, esaminare, giudicare tutto quanto, ma da parte sua non puo' fare nulla.

E mica sono tanto d'accordo!

Uno scritto critico può benissimo essere meglio di molta scrittura che si vende come "letteratura".

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E mica sono tanto d'accordo!

Uno scritto critico può benissimo essere meglio di molta scrittura che si vende come "letteratura".

e questo e' direi banale.

Mi trovo a quotare Jim sulla distinzione tra estetica e funzione della critica. Siccome pero' sono meno drastico di lui sull'inutilita' aggiungo: niente vieta che si possa fare arte parlando d'arte. E' anzi un bell'esercizio, perche' si sceglie un punto di partenza ristretto: l'arte, invece del mondo intero.

Resta il fatto che e' di gran lunga preferibile e auspicabili avere come punto di riferimento degli artisti, anziche' coloro che gli artisti ce li vogliono spiegare.

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e questo e' direi banale.

Lo so.

Resta il fatto che e' di gran lunga preferibile e auspicabili avere come punto di riferimento degli artisti, anziche' coloro che gli artisti ce li vogliono spiegare.

Il punto è sempre lo stesso: l'ggetto dell'arte dovrebbe essere l'arte stessa, e non chi la compone (vedi, sto operando una critica, ti sto aprendo nuove strade, ti aiuto a crescere come persona: aldilà del fatto che tui sia più o meno d'accordo con ciò che affermo, stai diventando una persona migliore grazie ad una critica).

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non capito questo:

l'oggetto dell'arte dovrebbe essere l'arte stessa
inoltre
(vedi, sto operando una critica, ti sto aprendo nuove strade, ti aiuto a crescere come persona: aldilà del fatto che tui sia più o meno d'accordo con ciò che affermo, stai diventando una persona migliore grazie ad una critica).

si sta parla di critica in un senso preciso, nel quotato allarghi la definizione: dici semplicemente che discutendo allarghiamo i nostri orizzonti, il che e' certamente vero, ma non c'entra con l'argomento iniziale (dato che la critica nel senso che stiamo usando qua tra l'altro non prevede un confronto).

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I critici hanno torto sempre e comunque, sono i più inutili di tutte le cose inutili che esitono, una bella zappetta in mano e lavorare per davvero.

Ho letto la replica di Ferroni fa cagare, mi fa venire in mente gl'intelletuali che lottano per il predominio descritti proprio da Baricco in City. Uomini (maschi) che non avendo gli attributi del genere, le armi della mascolinità, affinano l'arma della dialettica e la usano come una clava per conquistarsi una femmina a cui non arrivebbero mai se potessero contare solo sulla natura. Sterile, non aggiunge nulla è solo difesa di idee preconcette, territorial pissing.

Baricco sarà quello che sarà ma emoziona e fa pensare e questo, solo questa piccolacosa è molto più di tutta la critica scritta dall'origine dell'uomo.

Innanzi tutto, un critico non è assolutamente inutile, non fosse altro che per il fatto che, con le sue analisi, può suggerire spunti di riflessione interessanti. E non è una cosa da poco, un mondo senza critici sarebbe ancora più piatto di quello che è già. Inoltre tantissimi artisti sono stati anche dei critici d'arte molto acuti, mi viene in mente un esempio della mia arte prediletta, un grande regista che è stato anche un bravissimo critico: Francois Truffaut.

La parte in neretto, invece, allargata a qualsiasi ambito del vivere umano, è la giustificazione soft della legge della jungla, dove solo chi ha determinate qualità può sopravvivere e togliersi delle soddisfazioni, mentre gli altri devono inesorabilmente soccombere.

E' chiaro che ognuno lotta con le armi che ha, cercando di emergere con le qualità che si ritrova: se uno ha una buona dialettica, che gli permette di essere aprrezzato e di conquistare una donna, come nel tuo esempio, è ovvio che cercherà di usarla a suo vantaggio. Se poi vuoi disarmare il genere umano per far emergere solo chi ha determinati requisiti prestabiliti ( chessò, chi è alto 1,90, pesa 85 kg di soli muscoli è biondo e ha gli occhi azzurri? ) non so che dirti.

Modificato da Luigi
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non capito questo:

Era riferito alla frase quotata:

"e' di gran lunga preferibile e auspicabili avere come punto di riferimento degli artisti, anziche' coloro che gli artisti ce li vogliono spiegare".

Forse non ne ho capito il senso, me lo potresti rispiegare.

si sta parla di critica in un senso preciso
Quale?
nel quotato allarghi la definizione: dici semplicemente che discutendo allarghiamo i nostri orizzonti

Non discutendo, criticando.

(la critica nel senso che stiamo usando qua tra l'altro non prevede un confronto)

Mh.

Il post iniziale, mi sa, nasce proprio dal confronto fra i due.

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i critici servono? sì.

quanti sono i bravi critici in giro? pochi.

baricco è bravo? bravissimo, ma non ha nulla da dire.

quelo che nessuno ha fatto notare è che la recensione era apparsa su una 'nuova' rivista che nessuno conosce e che venderà, sì e no, qualche centinaia (se si va larghi) di copie.

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baricco è bravo? bravissimo, ma non ha nulla da dire.

Secondo me, a noi se Baricco è bravo o meno non ce ne può fregare di meno.

Il fatto è che ci sono migliaia di libri che escono ogni anno e milioni che ne sono usciti dall'ingresso nella storia e noi non avremo mai il tempo di leggere nemmeno i migliori mille, figuriamoci altro.

Io, che ho il desiderio di leggere un buon romanzo (e anche una buona raccolta di poesie), e che puntualmente mi ritrovo con del ciarpame in mano, cosa devo fare per non andare sempre a sbattere con quanto di male c'è in giro solo perchè c'è scritto "Best Seller" sopra? Mi devo affidare a qualcuno che ha più o meno le mie stesse esigenze, i miei stessi criteri estetici, le mie stesse finalità ermeneutiche e, soprattutto, più tempo da dedicare alla lettura. Ed ecco che la critica non solo non è inutile, ma addirittura fondamentale.

O ancora: leggo un libro, ma non ne riesco a cogliere tutte le sfumature: qualcuno che me le metta sul piatto, le analizzi, mi apra a nuovi scenari, insomma qualcuno che cerchi di aprirmi la porta sulla quale io sto battendo è la cosa più bella che possa esserci. La critica, cari ragazzi, è uno dei beni più preziosi che abbiamo, dovremmo fare un trono crimoelefantino in suo onore, e non prenderci collera che qualcuno ha idee diverse dalle nostre: quel qualcuno ci sta volendo molto più bene di chi ci dice quanto siamo belli (tranne a me, che è effettivamente vero).

(cocormman)

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provo a rispiegarmi.

Con quella frase intendevo che in definitiva io posso leggere Binni per capire meglio Leopardi, ma alla fine il messaggio importante mi arriva da Leopardi, non da Binni.

Riguardo alla critica: mi pare si parlasse (che Baricco scrivesse) della critica letteraria in senso stretto (Tizio fa un recensione dell'opera di Caio, Sempronio legge la critica, magari il romanzo e finisce li').

Invece qua noi discutiamo, il che in alcuni casi puo' includere delle critiche, ma in definitiva e' il confronto la cosa importante, qualunque nome gli diamo.

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Con quella frase intendevo che in definitiva io posso leggere Binni per capire meglio Leopardi, ma alla fine il messaggio importante mi arriva da Leopardi, non da Binni.

Nel caso specifico (che io non conosco, quindi mi astengo dal giudizio) può essere.

In senso assoluto non sono mica tanto d'accordo: io credo che l'arte tutta parta da una critica della realtà, e che la critica d'arte sia solo un ambito delle infinite possibilità dell'arte stessa. Una critica d'arte fatta bene (così come una poesia, o un quadro) può veicolare molti più significati e messaggi ed essere esteticamente più appagante dell'arte stessa che sta contemplando.

Non voglio parlare di me, perchè altrimenti kelsen si prende collera, ma l'altro giorno, ad esempio, ho letto una recensione più bella del disco stesso (per la cronaca: http://www.debaser.it/recensionidb/ID_8182/ ).

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Pienamente d'accordo con Toremoon.

Aspetto funzionale dela critica: ieri ho visto Uccellacci e Uccellini di Pasolini, e non ci avevo capito un cazzo. Ho trovato in rete una recensione interessantissima, che mi ha suggerito una chiave di lettura per poter interpretare ciò che avevo visto. Da lì è cambiato ( in meglio ) anche il mio giudizio sul film, perchè quella recensione mi ha permesso di cogliere aspetti che io non avevo saputo cogliere. Quindi posso affermare con certezza che la critica e i critici sono utilissimi.

Ma il vero problema è un altro, ed è quello che riscontro un po' ovunque, anche su questo forum: il bisogno di appiattire tutto quanto, di rendere superficiale e insulsa ogni singola espressione umana. Se si arriva a dire che un critico d'arte è un essere inutile, che chi vuole approfondire un discorso è uno sfigato/presuntuoso/borioso/che vuole dominare il prossimo, come spesso accade anche su questi lidi, quando il senso critico è forse l'unica cosa che veramente qualifica l'intelligenza e la profondità di una persona, allora vuol dire che la nostra società ha toccato veramente il fondo, e non è solo Baricco a non avere più nulla da dire. E non solo, la maggior parte della gente non vuole più nemmeno pensare, e vede come una minaccia chi pensa o vuole stimorarla a pensare.

Modificato da Luigi
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vedi, toremun, sono d'accordo con te.

ma se io dico che ab non ha nulla da dire, a mia volta esprimo un giudizio critico, sia esso positivo o negativo.

ci sono recensioni più belle del loro oggetto? A volte sì, altre volte no.

L'arte è critica della realtà? Sarei portanto a dire che si tratta di una visione limitante dell'arte, dal momento che il nesso fra essa e il reale è stato variamente cosniderato nel corso dei secoli.

Altra piccola chiosa: sei sicuro che il critico sia mosso solo ed esclusivamente dal gusto del vero e del buono?

O che la sua funzione sia meramente quella di guida nello scegliere "il bello e il buono"?

altre cose da dire sul post di luigi, ma non h.

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