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Toremoon

E ora come la mettiamo con l'aborto?

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Andrebbe contestualizzato meglio per capire quanto è legato effettivamente alle ideologie e quanto alla sicurezza: anche in Italia hanno rimandato interventi e analisi, ci sono medici che hanno rimandato le chemio. Dall’articolo non si capisce bene

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53 minuti fa, Tersite dice:

Temo che se ne rinvii l'interruzione, la gravidanza arriva a termine. 

Davvero divertente, invece chi rimanda la chemio la vive molto bene la cosa.
dico sul serio, come si può fare per tutelare sia il paziente malato/la donna incinta dal contagio in posti altamente a rischio e al tempo stesso garantire le cure e il personale medico per i malati covid ? perché a me non vengono in mente molte idee

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5 minuti fa, silvia_fi dice:

Davvero divertente, invece chi rimanda la chemio la vive molto bene la cosa.
dico sul serio, come si può fare per tutelare sia il paziente malato/la donna incinta dal contagio in posti altamente a rischio e al tempo stesso garantire le cure e il personale medico per i malati covid ? perché a me non vengono in mente molte idee

 

Si dovrebbero innanzitutto separare i luoghi di degenza, credo.

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7 ore fa, silvia_fi dice:

Davvero divertente, invece chi rimanda la chemio la vive molto bene la cosa.
dico sul serio, come si può fare per tutelare sia il paziente malato/la donna incinta dal contagio in posti altamente a rischio e al tempo stesso garantire le cure e il personale medico per i malati covid ? perché a me non vengono in mente molte idee

Si fa esattamente quello che si sta facendo adesso in Italia: destinatare alcuni ospedali ai pazienti non-covid.

Poi ovviamente ci sono ospedali abbastanza grandi da poter separare pazienti covid e non covid senza rischi.

 

Tant'è che non era questa la preoccupazione di chi ha preso quelle decisioni.

 

P.S.: c'è un giudice a Berlino:

https://www.politico.com/news/2020/03/30/judge-lifts-texas-abortion-ban-pegged-to-coronavirus-pandemic-156210

Modificato da pachu

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la stragrande maggioranza dei malati italiani ha altri problemi e non smette di essere curata. L'ordine è di rimandare tutto quello che è rimandabile, e una gravidanza in corso ovviamente non lo è. Girano infografiche di belle notizie che dicono che ogni giorno nascono circa 1000 bambini negli ospedali d'italia. 

 

Semmai si può fare del moralismo sulla necessità di abortire in questo momento. A difesa della scelta c'è da dire che risparmia tempo al ssn evitando un parto, inoltre può essere l'occasione di contrattare con le belve che infamano dai balconi, "ok lo tengo, ma poi lo porto a fare una passeggiata". 

Modificato da Tersite

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5 ore fa, pachu dice:

Si fa esattamente quello che si sta facendo adesso in Italia: destinatare alcuni ospedali ai pazienti non-covid.

Poi ovviamente ci sono ospedali abbastanza grandi da poter separare pazienti covid e non covid senza rischi.

 

Tant'è che non era questa la preoccupazione di chi ha preso quelle decisioni.

 

P.S.: c'è un giudice a Berlino:

https://www.politico.com/news/2020/03/30/judge-lifts-texas-abortion-ban-pegged-to-coronavirus-pandemic-156210

 

preciso che non sto mettendo in dubbio il diritto di chi decide di abortire, non scherziamo. però i vostri commenti, che in linea generale condivido anzi mi sembrano cose quasi scontate, mi sembrano svincolati dalla realtà e mi sembra tutto un discorso generale di diritto che non tiene conto ad es che, pur essendo tutelato dalla costituzione il diritto alla salute in Italia, sono state rimandate prestazioni anche per malattie importanti e purtroppo non sono state garantite le cure a tutti i malati covid, non so se sulla base di protocolli stabiliti dal ministero o sulla base di decisioni dei singoli medici. la misura che ho letto è temporanea quindi anche qui si tratta di una sospensione di una cura, non di una modifica del diritto, un po' come tutte le restrizioni a cui siamo soggetti anche noi per misure di sicurezza in questi giorni.

 

sul piano organizzativo: a quanto ho letto da altre parti in usa sono più indietro rispetto a noi nell'organizzazione, oltre al fatto che la sanità lì non è paragonabile a quella nostra pubblica e non so come venga gestita, a chi spetta  decidere come allestire gli ospedali, come sono strutturati, quanti posti hanno gli ospedali in usa, quanti posti in terapia intensiva, quanti medici o personale sanitario in generale possono mettere in campo per l'emergenza, quale riconvertire: l'articolo è scritto malissimo e non dice nulla al riguardo, io poi non so nulla della sanità americana a parte i luoghi comuni, non so quanti aborti vengono praticati al giorno e che impegno richiede a livello di personale e attrezzature, come per altre tipologie di intervento.

per questo chiedevo: se hai stimato la possibilità di poter effettuare solo un certo numero di prestazioni giornaliere per poter garantire le cure ai pazienti covid, dovrai scegliere quali effettuare e quali no? banalizzo: come personale e attrezzature puoi curare 2 persone e ti arriva un paziente covid che non riesce a respirare, uno che ha bisogno urgente del trapianto e una che vuole abortire. come scegliereste voi? 

un altro punto del discorso che andrebbe affrontato è a chi va lasciata la decisione delle priorità da seguire: ai medici, alle singole strutture, alla politica (qui in italia non so quante denunce si stanno beccando i medici di famiglia  e gli ospedali) 

 

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38 minuti fa, silvia_fi dice:

qui si tratta di una sospensione di una cura, non di una modifica del diritto, un po' come tutte le restrizioni a cui siamo soggetti anche noi per misure di sicurezza in questi giorni.

 

Oh, finalmente abbiamo centrato il problema. 

 

La discussione mi piacerebbe che partisse da qui. 

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Una rapida ricerca su Google permette di scoprire che in Italia ci sono sia difficoltà per chi vuole abortire sia gli stronzi che ci marciano sopra.

https://www.google.com/search?q=aborti+coronavirus&oq=aborti+coronavirus&aqs=chrome..69i57j69i60l2.7887j0j4&client=ms-android-asus-tpin&sourceid=chrome-mobile&ie=UTF-8

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per l'approccio cd pro-life, l'aborto si può praticare anche dopo 9+n mesi (per usare il gergo delle circolari ministeriali).

Modificato da Tersite

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ho letto l'articolo linkato da pachu che sembra essere molto più chiaro, in particolare la discussione è ancora aperta e chiedono che venga dimostrata la connessione con le risorse sanitarie disponibili:

 

"Barrett, also a Bush appointee, agreed to halt enforcement of the ban while he hears arguments in the case.

He wrote the state did not make a convincing case that banning abortions would save enough masks and other gear for medical workers dealing with the pandemic to outweigh the "irreparable harm" it would cause to individuals wanting to terminate their pregnancies."

 

nel caso in cui venisse dimostrata, come mi sembra ragionevole presumere per ogni altro tipo di intervento non considerato vitale, mi sembra utile seguire questa strada

 

As the red states move forward with bans, some progressive states are labeling abortion and family planning an essential service during the pandemic and exploring ways to make it easier for people to access these services without physically coming into a clinic.

On Monday, 21 state attorneys general led by California’s Xavier Becerra wrote to the FDA urging the agency to lift federal restrictions on telemedicine prescriptions of abortion pills.

“Denying women care and forcing them to travel unnecessarily is not only shortsighted, it is putting women across the country in harm’s way,” the letter reads.

 

e spero che anche in Italia, nei casi in cui si possa verificare una situazione simile, si faccia ricorso a soluzioni che evitino quanto più possibile l'accesso alle strutture ospedaliere, l'impiego dei medici e l'utilizzo di materiale sanitario, anche a tutela degli stessi pazienti non covid

 

sulla provocazione di tore rispondo coerentemente con quanto ho sempre espresso negli altri topic: se il governo di un qualunque paese stabilisce misure restrittive che limitano temporaneamente la libertà personale ai fini della tutela della salute pubblica, io ritengo che sia corretto non solo seguirle, ma anche seguirle nella interpretazione più restrittiva se posso farlo, a beneficio di tutta la comunità. anche questa misura stabilita da alcuni stati americani ( e non entrando nel merito del discorso pretesto o no degli antiabortisti) per quanto possa comunque sembrare una limitazione che comporta conseguenze irreversibili  (= la nascita di un figlio non voluto), è comunque inserita in un contesto di misure eccezionali e temporanee, finalizzate alla salvaguardia della popolazione, e per me in questo senso va interpretata: senza fare i distinguo (che ogni categoria potrebbe fare per la sua situazione) si è deciso di sospendere tutte le operazioni non ritenute essenziali per la tutela della persona. 

qual è il rischio se si tratta diversamente caso per caso? che tutte le categorie ti vengono a chiedere l'esclusione sulla base di un motivo comunque valido, perché come si può dire a un paziente che ha interrotto la chemio, che si svolge secondo determinate tempistiche sulla base dei risultati degli studi effettuati, che ha meno diritto alla cura di una donna incinta che vuole abortire? se in un momento di emergenza in uno stato uno si mette a fare una tavola rotonda con le esigenze di ognuno non se ne esce più. 

 

 

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1 ora fa, silvia_fi dice:

si è deciso di sospendere tutte le operazioni non ritenute essenziali 

 

no, il criterio è di sospendere le operazioni rimandabili e un'interruzione di gravidanza non lo è.

 

peraltro, fingendo che davvero un ospedale possa ritrovarsi a scegliere fra un aborto o una chemio, gli oncologi raccomandano in ogni caso di rinviare le cure quando possibile, essendo gli ospedali a rischio per pazienti vulnerabili

 

il tema è palesemente pretestuoso, ma se proprio vogliamo fare gli utilitaristi, non è lungimirante per il sistema sanitario limitare gli aborti, occupando molte più risorse in gravidanze e parti, a quel punto spesso con gravi rischi per la salute della donna, per non parlare dei neonati, a quel punto spesso con gravi disabilità fisiche.

 

 

 

 

 

 

 

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1 ora fa, Tersite dice:

 

no, il criterio è di sospendere le operazioni rimandabili e un'interruzione di gravidanza non lo è.

 

peraltro, fingendo che davvero un ospedale possa ritrovarsi a scegliere fra un aborto o una chemio, gli oncologi raccomandano in ogni caso di rinviare le cure quando possibile, essendo gli ospedali a rischio per pazienti vulnerabili

 

il tema è palesemente pretestuoso, ma se proprio vogliamo fare gli utilitaristi, non è lungimirante per il sistema sanitario limitare gli aborti, occupando molte più risorse in gravidanze e parti, a quel punto spesso con gravi rischi per la salute della donna, per non parlare dei neonati, a quel punto spesso con gravi disabilità fisiche.

 

l'articolo messo da tore dice non essenziali, non rimandabili. parlo degli usa, eh. tu hai messo un link sulla decisione in Italia dove non è nemmeno in discussione la cosa dell'aborto. l'italia tra l'altro non credo che abbia blocchi ai farmaci, boh sarebbe la prima volta che lo sento. il paziente vulnerabile perché non dovrebbe essere anche una donna incinta? anzi 2 vulnerabili.

sull'utilitarismo è brutto da dire ma come ho scritto in più occasioni qui si cerca principalmente di guadagnare tempo sul virus nel momento di picco, se non riesce in tempo ad abortire in ospedale (sono bloccate di 2 settimane le operazioni, non all'infinito) si dovrebbe provare la terapia farmacologica come richiesto nell'altro articolo, semmai lo scandalo è che non sia disponibile quella in usa. la battaglia da fare è questa, non rompere le scatole agli ospedali, per me.

non capisco poi quali gravi rischi dovrebbe avere la salute fisica della donna o del bambino e perché dovrebbe presentare disabilità perché sempre l'articolo di tore parlava di gravidanze non a rischio.

 

mi sembrava già prima tutto molto confuso, ma vedo che non sono la sola

 

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Ho risposto a quando scrivi che  in Italia hanno rimandato interventi e analisi, ci sono medici che hanno rimandato le chemio, che speri che anche in Italia, nei casi in cui si possa verificare una situazione simile, si faccia ricorso a soluzioni che evitino quanto più possibile l'accesso alle strutture ospedaliere, che

 pur essendo tutelato dalla costituzione il diritto alla salute in Italia, sono state rimandate prestazioni anche per malattie importanti e purtroppo non sono state garantite le cure a tutti i malati covid, non so se sulla base di protocolli stabiliti dal ministero o sulla base di decisioni dei singoli medici. 

 

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